Energy development

La condanna ad un futuro migliore?

FESTIVAL DELL’ENERGIA 2010

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A Lecce dal 20 al 23 maggio avrà luogo la terza edizione de “L’energia spiegata. Festival dell’Energia”. Il progetto è realizzato da Aris (Agenzie di Ricerche Informazione e Società), in collaborazione con Corriere della Sera, Assoelettica, Federutility e il sostegno del Ministero della Gioventù e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Nei quattro giorni si affronterà il discorso relativo a nucleare, fonti rinnovabili, mobilità sostenibile, efficienza e risparmio energetico. Sono previsti due percorsi paralleli: uno di taglio didattico con scopi formativi e uno di divulgazione e approfondimento, con incontri con esperti, presentazione di pubblicazioni e talk show.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero e gratuito.

Intervista a Paolo Perrone, sindaco di Lecce.

Written by Francysqo

aprile 17, 2010 at 1:45 pm

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I GIORNI DELLE RINNOVABILI. IMPIANTI APERTI AI CITTADINI

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È stata inaugurata oggi, a Roma, la decima edizione dell’evento nazionale “I Giorni delle Rinnovabili – Impianti aperti ai cittadini”, promosso da ISES ITALIA (International Solar Energy Society). L’evento si pone l’obiettivo di informare privati e aziende circa i benefici della green economy e delle fonti rinnovabili.

Presso la sede del GSE (Gestore Servizi Energetici), da oggi e fino a domenica 18 aprile 2010, sarà possibile partecipare a visite guidate, eventi didattici, convegni, escursioni e addirittura degustazioni. Oltre 160 impianti saranno aperti al pubblico su tutto il territorio nazionale: in occasione della grande manifestazione, chiunque fosse interessato ad approfondire le proprie conoscenze riguardo parchi eolici, da biomasse, fotovoltaici, e oltre, potrà avere un contatto diretto con i professionisti del settore.

ISES ITALIA, per l’edizione 2010, intende confermare e sviluppare l’evento tradizionale, rafforzando l’identità dell’evento storico e prestando particolare attenzione a nuovi impianti e nuovi potenziali soci che solo recentemente sono entrati a far parte del settore delle rinnovabili. La manifestazione vuole inoltre essere occasione di dibattito per le scuole e gli studenti universitari.

L’alta qualità dei siti proposti, selezionati accuratamente da un comitato di esperti interno a ISES ITALIA, sono un’ulteriore garanzia di affidabilità e competenza, che rendono “I Giorni delle Rinnovabili” un evento da non perdere.

Written by Francysqo

aprile 16, 2010 at 3:29 pm

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GIORNATA MONDIALE DEL VENTO 2010

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L’iniziativa promossa dall’ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento, ha già riscosso grande successo nel 2009, forte dell’adesione del Presidente della Repubblica e dei Patrocini del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del Comune di Roma.

La grande manifestazione punta a confermare il successo dell’opera di informazione e sensibilizzazione riguardo i vantaggi della tecnologia eolica. L’ANEV ha coinvolto i principali operatori ed esperti per spiegare questa tecnologia in un calendario di attività a partecipazione libera e gratuita.

La Giornata Mondiale del Vento avrà luogo a Villa Borghese, presso il Parco dei Daini nel Comune di Roma, nei mesi di Maggio e Giugno.

Gli spazi espositivi presenteranno le installazioni di un parco tecnologico sull’eolico, con modelli, navicelle, parti meccaniche e tecnologie visitabili: sarà possibile visitare l’interno delle cabine di una turbina eolica e analizzare il funzionamento delle varie componenti. Sarà inoltre offerta, a bambini e adulti, la possibilità di partecipare a eventi formativi, convegni e proiezioni didattiche.

L’iniziativa si pone l’obiettivo principale di puntualizzare l’importanza dell’eolico presentando l’evoluzione avuta da questa tecnologia nell’ultimo decennio e stabilendo gli scenari di ulteriore sviluppo su scala mondiale. Sarà quindi un momento utile per discutere circa le problematiche ambientali e speculative connesse.

Il programma completo sarà reperibile sui siti:

www.anev.org

www.globalwindday.org

Written by Francysqo

aprile 16, 2010 at 1:12 am

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BIOPETROLIO. IN SARDEGNA CARBURANTE DA MICROALGHE E ANIDRIDE CARBONICA

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L’azienda sarda Biomedical Tissues ha da poco depositato il brevetto europeo sul procedimento per la produzione di biopetrolio che prevede l’impiego di CO2. Questo sistema permette di ricavare dalle alghe unicellulari presenti in mari e fiumi, alcuni biocarburanti come il biodiesel e il carbone verde e altri composti quali vitamine, antiossidanti, antimicrobici e antitumorali.

Il processo sfrutta le capacità fotosintetiche delle microalghe che, utilizzando l’anidride carbonica e la luce del sole, sono in grado di riprodursi molto velocemente, creando sottoprodotti oleici convertibili in carburanti biologici.

Il brevetto ha come obiettivo, oltre la produzione di combustibili rinnovabili, quello di ridurre l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Il progetto è nato da uno studio iniziato nel 2008 nell’Università di Cagliari per estendersi con la collaborazione con il Cnr e il centro internazionale di ricerca Center for Advanced Studies, Research and Development in Sardinia.

L’elevata produttività delle microalghe è garantita dalla possibilità di riprodursi velocemente e dal loro alto contenuto di olio; possono essere coltivate in zone industriali o aride, senza dover sacrificare le superfici agricole. Il costo di produzione è però ancora piuttosto elevato, più di quello del petrolio, ma è destinato a ridimensionarsi con il passare del tempo.

Tutti i vantaggi del petrolio ma con una qualità ineguagliabile: riduce le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera invece che aumentarle. Una svolta decisiva che porterà al risanamento della salute del pianeta?

Written by Francysqo

aprile 15, 2010 at 1:05 am

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ENERGIA TALASSICA. ALTO POTENZIALE ANCORA POCO CONOSCIUTO

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L’energia del moto ondoso è una fonte di energia ancora in fase di sperimentazione. Le tecnologie atte a sfruttare questo tipo di energia sono ancora molto costose e capaci di soddisfare un fabbisogno energetico infinitesimo rispetto alla necessità globale.

In realtà gli oceani costituiscono un’enorme riserva energetica che, se ben sfruttata, potrebbe portare al soddisfacimento di un fabbisogno energetico piuttosto consistente.

Nell’interessante sevizio di Euronews, viene trattato l’argomento con particolare riferimento al non recentissimo esperimento che ha coinvolto l’Irlanda del Nord.

Written by Francysqo

aprile 9, 2010 at 11:26 pm

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FALDE ACQUIFERE PER LE POMPE DI CALORE

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Ricorrere ad una risorsa naturale totalmente rinnovabile garantendo un minor consumo di energia da combustibile e una considerevole riduzione dell’inquinamento atmosferico: queste le premesse che introducono il progetto di A2A, multiutility milanese, che ha avviato un sistema innovativo di teleriscaldamento. Il sistema prevede una tecnologia a pompa di calore che utilizza l’acqua di falda.

Oltre agli ottimi presupposti in questione di tutela ambientale, il metodo contribuirebbe alla risoluzione di emergenze che nel nord Italia stanno aumentando: infiltrazioni e allagamenti di ambienti domestici (ragionevolmente cantine) e di strutture interrate, che potrebbero compromettere la sicurezza comune. Questi disagi possono essere principalmente ricondotti alla diminuzione o addirittura alla cessazione di prelievi idrici dalle falde, dovuta a dismissione industriale.

Lo sfruttamento del calore del sottosuolo e in questo caso la possibilità di utilizzo dell’acqua di falda per pompe di calore, fornisce un contributo considerevole alla serie di possibili interventi che parteciperanno al risparmio energetico.

Le pompe di calore in questione hanno bisogno di elettricità per funzionare, ma l’energia consumata è molto minore rispetto a quella veicolata. Se si considera che l’efficienza di una pompa di calore è rappresentata dal rapporto tra l’energia termica resa e l’energia elettrica richiesta per l’alimentazione, gli impianti previsti dall’azienda milanese permettono di fornire un rapporto di efficienza pari a 3. Questo significa che ad ogni kWh di energia elettrica consumato, corrisponderanno 3 kWh di energia termica.

Come è possibile constatare, lo sviluppo delle tecnologie e dei mezzi che concorrono al superamento del crescente deficit del bilancio idrogeologico è in continua crescita. Ma non tutti sono disposti ad accettare compromessi quali impianti antiestetici che “deturpano i paesaggi incontaminati” o “distese di pannelli fotovoltaici” non in armonia con l’ambiente circostante. A quali beni siamo disposti a rinunciare per risanare il nostro pianeta?

Written by Francysqo

aprile 6, 2010 at 12:00 pm

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GEOTERMICO. IN ITALIA SI CONCENTRA IL 10% DELLA PRODUZIONE MONDIALE

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Il sistema che sta alla base dello sfruttamento dell’energia geotermica è molto semplice e tutto si deve all’attività del pianeta chiamata geotermia. Si sfrutta la temperatura elevata dei fluidi sotterranei per convogliare il vapore in una turbina che lo trasforma in energia. Non tutte le aree del pianeta forniscono questa pssibilità perché le temperature non sempre sono abbastanza elevate; ma si potrebbe pensare all’utilizzo delle temperature più basse per il riscaldamento domestico o industriale, senza rinunciare allo sfruttamento di un’energia dalla grosse potenzialità.

Ma come determinare le aree nelle quali è possibile sfruttare appieno la geotermia? Ovviamente è necessaria una fonte di energia che fornisca calore e quindi vapore. Questa fonte di energia la troviamo nel sottosuolo: il calore della Terra cresce proporzionalmente alla profondità.

Mario Tozzi, geologo e primo ricercatore al CNR, ci spiega che in realtà esiste un’altra fonte di calore, utilizzabile per questi scopi, concentrata negli strati superiori del mantello terrestre e alla base della crosta, che si genera dal decadimento degli elementi radioattivi costituenti gli strati più esterni della Terra.

È necessaria poi una roccia porosa e permeabile giacente al di sopra della fonte di calore e strati di elementi impermeabili che impediscano la dispersione di fluido e calore. È lungo le fratture presenti nel sistema che il calore può dissiparsi liberando spifferi di vapore o acque calde. Questo permette l’identificazione di eventuali giacimenti.

In Italia si presentano le situazioni ideali in regioni come la Toscana e il Lazio, in contrasto con il pensiero comune che colloca i giacimenti geotermici soltanto nelle aree limitrofe ai terreni vulcanici.

Nel mondo, per via geotermica, vengono prodotti circa 8000 megawatt, corrispondenti a poco più dello 0,2% della domanda totale di energia, ma se si considera che l’Italia possiede il 10% del geotermico mondiale, si potrebbe pensare che quella misera cifra nasconda un grande potenziale.

Written by Francysqo

aprile 1, 2010 at 2:30 pm

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